Marius L. – 04.05.2026.. Le guerre dei poveri.
Siamo esseri infiniti, nel punto contiguo alla sorgente, seppur non tutti ci vogliono così. E manipolano, coloro che lo permettono, facendo si che credano il contrario, che sono peccatori, limitati, inutili perfino.
Ci sono innumerevoli sistemi di valori, secondo le ideologie dominanti, che ovviamente non dureranno per sempre – e, secondo questi, una cosa vale più di un’altra.
Di nulla però, potrà mai essere affermato, e questo lo sa anche chi ha interesse ad imporsi, che sia perfettamente inutile.
Anche il più piccolo degli esseri, anch’egli Sorgente, anch’egli consapevole, e, anch’egli, che “sa”, è fondamento basilare dell’universo manifestato e del suo equilibrio.
In verità, il discorso dei valori è una farsa, oltre che un’illusione.
Non che non sia importante avere una struttura che regga idealmente il sistema. È che può essere manovrato, controllato, condizionato, secondo gli interessi e la partecipazione di un gruppo o di un altro, e secondo la forza che uno o l’altro nucleo dispone.
E la forza in questo momento è nell’informazione.
Perché tutti abbiamo dimenticato chi siamo, ciò che abbiamo dentro, la nostra intima essenza.
Siamo ciechi, e cerchiamo guide dappertutto, cadendo molto spesso nei tranelli delle capre giuda, che ci conducono al macello, al quale tuttavia, finiranno un giorno o l’altro anche loro.
È una guerra dei poveri, perché qualcuno vuole così, e perché tendiamo a consentirlo più o meno consapevolmente.
Questa estensione, pur creata, costruita, edificata, come una sorta di paradiso, non è ormai che una prigione.
E dentro di essa, altre e numerosissime prigioni tendono a trattenerci, e molto spesso ci riescono, in ostaggio, senza lasciarci andare via liberi neanche per un istante.
E lo siamo a tal punto prigionieri, che siamo arrivati addirittura ad amare e giustificare i nostri sequestratori.
È una realtà drammatica, che non dobbiamo solo capire e comprendere, ma che dobbiamo superare invece. Cercando di rinvenire ad ogni costo, rintracciando nei meandri più nascosti e segreti, quali possano essere le giuste soluzioni, e applicarle.
C’è vita dappertutto nel cosmo, e c’è anche posto per tutti noi senza riserva alcuna, né altra complicazione.
E questo non potrà mai essere e mai lo sarà, oggetto di discussione o controversia.
Il dilemma è semmai completare in questa area, rinvenendolo e sentendolo - ciò che eventualmente siamo venuti a fare, ammesso che dentro di noi esista qualcosa del genere.
Questo al solo scopo di giungere alla pacifica convinzione che abbiamo fatto tutto il possibile, finendola per sempre, e permettendoci in tal modo di andare finalmente oltre.
Magari ritornando al posto dal quale siamo venuti, o ricominciando a visitare altri luoghi e spazi.
Persino se non dovessimo dimenticare più tutti questi traumi, indipendentemente da come la vediamo dall’altra parte. Namasté.. Marius L.