Marius L. – 24.09.2026.. Il favore del contrasto.
Tutta questa vita, comunque la si intenda, è solamente illusione.
Chi segue il “neti neti” (non questo, non quello), che è il principio dell’Advaita (vedanta), cerca solo la realtà sottostante il tutto, o che è prima di ogni cosa, liquidando il resto come mero inganno, come (nel celebre esempio di Shankaracharya) la corda scambiata per serpente, complice l’oscurità.
Tuttavia, ed è il discorso principale, non si tratta di un semplice esercizio meditativo, o uno sforzo di autoconvinzione, ma di un fatto di percezione.
Questo mondo è così vacuo, misero, superficiale, e, a tratti, meschino, che può essere considerata una grazia la conoscenza della singola illusorietà del tutto.
Ma come si fa a dire a tutti noi che non esistiamo (come personaggi) al di là della pura essenza?
Peraltro, le esperienze sembrano vere, il dolore sembra vero, la disperazione e l’angoscia, sembrano reali (che poi è la caratteristica di matrix, fare sembrare tutto vero).
In un’opera filmica un essere aveva creato una realtà fittizia, un mondo parallelo, con tutto ciò che serviva, paesaggi, personaggi, servizi, dove si recava periodicamente per svagarsi.
Come si poteva dire a quei personaggi che erano solo pura illusione, quando loro credevano fermamente di non esserlo affatto?
Nondimeno, è come asserisce l’advaita, o esistono altri punti di vista o di osservazione, atteso che la convinzione, il convincimento, comunque vengano attivati, rimangono i principali ingredienti dell’incarnazione, o immersione, o proiezione, o qualsiasi cosa sia, o si pensi esista?
Si può pensare che la grazia sia non avere più a che fare con chi o cosa ci procuri disagio o afflizione.
Ma come si fa a comprenderlo, se non esistesse qualche elemento di contrasto?
Abbiamo incrociato così tanto squallore nel corso di questa e di chissà quante altre esistenze, e, magari, la vera grazia è quella di averlo potuto conoscere in modo da poterlo poi riconoscere.
Certo, le cose durano a volte un po' troppo, forse. Esseri con i quali non vorremmo più avere a che fare, luoghi che non vorremmo più frequentare, caratteri e personalità con i quali non vorremmo più confrontarci, che sembra rimangano lì per intere vite, e non vogliono più sparire dalla nostra vista.
Questo però, potrà accadere forse, solo quando “sapremo”.
Ad esempio, quando sapremo che è finita.. Namasté.. Marius L.