Marius L. – 15.04.2026.. Attenzione ai falsi dei.
Viviamo in un ambiente fortemente controllato, condizionato e manipolato, e qualsiasi intervento di chi tira in un certo senso le redini del mondo, ad esempio per il tramite del denaro, delle decisioni, delle emozioni, delle credenze, dei convincimenti, è sempre teso a creare paura, angoscia, afflizione, la conseguenza delle quali è quella di aumentare ancora di più padronanza e manipolazione.
Chi possiede le ricchezze del mondo, dopo che ha fatto di tutto per renderle tali, ha tutto l’interesse a garantirsi sempre più ricchezza, che è potere, facendo in modo che la maggior parte, la quasi totalità degli esseri della Terra in effetti, creda che sia meglio, per tanti motivi, religiosi tra i primi, essere e restare poveri.
È ovvio poi che il problema sia non tanto la ricchezza quanto la distribuzione.
Siamo ancora arretrati sulla terra, e forse non saremmo in grado di gestire una società senza denaro. Soprattutto per le basse emozioni, anch’esse frutto del modo di amministrare questo spazio, che fanno da sfondo ad ogni aspetto delle esistenze su questa porzione di spazio.
“Ognuno venera i propri dei”, si dice, che per la maggior parte degli individui sono gli eroi delle varie discipline di intrattenimento, senza lontanamente immaginare che sono stati da loro stessi creati e mantenuti in vita.
È necessaria dell’energia per manifestare ciò che in qualche modo desideriamo. Ma per alcuni sembra molto più facile, palesando delle realtà che molti vorrebbero.
Il fatto è che possiamo rivelare la nostra vita da soli, o aiutati dagli altri, se dovessimo godere delle loro attenzioni.
Perché l’attenzione, con tutto ciò che comporta, e nelle varie modalità in cui si esplicita, è energia.
Così, quando siamo “devoti” di qualcuno, o qualcosa, che sia Dio, o un personaggio dello sport, o dello spettacolo, o della politica, o della società “bene”, riversiamo su quella persona, in tanti modi, energia a profusione, che quell’essere utilizzerà per raggiungere i suoi obiettivi, che siano egoistici o meno, o fondati sul bene di tutti o no.
Potrebbe non esserci qualcosa di male in questo processo, anche se in verità lo è male per noi, che perdiamo tutto ciò che ci poteva permettere di vivere la vita che avremmo voluto.
Al di là delle teorie, non assurde, sul fatto che la Terra sia una zona di apprendimento per menti “forti”, o una scuola, o un percorso di estrema sopravvivenza, e al di là del fatto che in altre densità del cosmo, e ci si riferisce in questo contesto solo a quelle dove in qualche modo prendiamo le decisioni su come strutturare la nuova avventura nel vasto universo, e, magari, abbiamo scelto un percorso accidentato proprio per irrobustire le nostre “ossa” e farci crescere i muscoli - il fatto più precipuo è che noi dobbiamo ragionare esattamente come gente del posto in cui ci esprimiamo, prendendo atto di tutte le difficoltà che quest’area di estrinsecazione comporti, al fine di agire in tutti i modi consentiti per cambiare le cose in meglio per noi, secondo le nostre concezioni del momento.
Questo porta anche all’evitare di sprecare risorse in progetti sterili, senza alcun genere di profitto, come potrebbe essere quello di elargire le nostre energie in molte direzioni senza che ce ne venga alcun merito.
Se il principale precetto di questa vita è quello di evitare in qualsiasi modo di danneggiare altri, che peraltro sono anche loro “inguaiati” in queste peripezie come e peggio di noi, quello subito dopo è sicuramente di stare assennatamente attenti al nostro benessere (e, perché no pace), utilizzando tutte le conoscenze alle quali in ogni determinato istante riusciamo ad accedere.
E questo alla fine chissà, magari garantirà prosperità e armonia all’intero corpo dell’umanità.. Namasté.. Marius L.