Marius L. – 14.05.2026. Rimanere costantemente vigili.
Qualche maestro dice che solo chi si pone i “grandi” problemi della vita – “chi o cosa sono”, “da dove vengo”, “dove andrò” … - si può considerare realmente vivo. Gli altri semplicemente esistono, vivono cioè finché riescono a respirare.
Per molti versi però, i primi raramente riescono ad adattarsi, apparendo sempre fuori posto qualsiasi cosa facciano, e in qualsiasi luogo si ritrovino.
Il fatto è che le vibrazioni, la densità, di questa parte di spazio sono terribili. A tratti perlomeno.
Tutti vengono condizionati, manipolati, suggestionati, ma per alcuni il processo è più accentuato rispetto ad altri. E, spesso, questi alcuni sono coinquilini molto difficili da accettare e gestire.
È vero che tutto è Dio/Sorgente, ma, nel turbinio delle coscienze, non tutto si muove allo stesso modo, e molti mantengono densità estremamente basse che tendono a tirare giù tutti coloro con i quali vengono in qualche modo in contatto.
Si ritiene inoltre che molti che cercano di sembrare buoni e perfetti, molto spesso tendano a cadere nell’eccesso opposto, dove invece si crea un disagio enorme e una decisa spaccatura tra un essere e un altro, tra una razza e un’altra.
Forse occorrerebbe trovare un terreno comune, ma senza farci troppo sconvolgere, o fratturare, o scandalizzare, da un termine o da una definizione, visto che alla fine né l’uno, né l’altro alla fine offrono un senso neanche approssimato di chi siamo realmente e di ciò che sostanzialmente unisce.
Ad esempio nelle relazioni si consuma una quantità enorme di energia.
Per questo sulla terra le relazioni sono così controllate, indipendentemente da ciò che riusciamo a vedere e credere.
Ci sono entità non esattamente benevole, che intervengono frequentemente nei giochi tra gli esseri, mettendo, con le tecnologie in loro possesso, idee e convinzioni in una direzione o nell’altra nelle menti dei vari partecipanti al gioco.
Così è una continua confusione.
I partners cambiano idea continuamente, e nessuno ne comprende la motivazione, mentre nuove prassi vengono introdotte, ma non per una maggiore libertà, quanto per una più stringente oppressione, e per produrre alla fine sempre più dolore, angoscia e costrizione, che è poi ciò di cui i padroni di quelle entità alle quali si accennava amano nutrirsi.
Ogni relazione dovrebbe reggersi soprattutto sull’onore, al di là delle modalità di estrinsecazione scelte.
Potrebbe non essere propriamente un errore optare per una cosa o per un’altra. Ma è sempre bene verificare se ciò implichi fratture nella propria personalità, o sensi di colpa, e, soprattutto, gioia e armonia, piuttosto che afflizione e inquietudine.
E questo può accadere solo nella misura in cui si considera esattamente, oltre a se stessi, anche le altre parti interessate, le loro esigenze, le loro problematiche, i loro bisogni, le loro affezioni.
L’amore è l’energia che tiene unita questa manifestazione. Quindi almeno per questo universo, oltre che per altri proiettati partendo da sementi omogenee, è quanto di più facile da rinvenire.
Ma, come si è detto, questo periferico ritaglio di cosmo, è anche stracolmo di rabbia e paura.
E questo rimette tutto in discussione.
Per tale ragione la vigilanza rimane un accessorio così fondamentale.. Namasté.. Marius L.