Marius L. – 26.05.2026.. Dharmakshetra Kurukshetra.
Dharmakshetra Kurukshetra: sullo spazio sacro di Kuru, il campo del Dharma, rettitudine.
Kuru era il (mitico) re fondatore dell'omonimo regno, e antenato comune dei Kaurava e dei Pandava, protagonisti dello storico conflitto narrato nel Mahabharata.
Si dice che nel Treta Yuga, era cosmica dell’argento, il male fosse confinato in pochi individui malvagi. Nel Dvāpara Yuga, età del bronzo, il male era in una particolare famiglia, dinastia. Nel Kali Yuga, età del ferro, l’oscurità è presente in ogni uomo.
Così, nell’attuale yuga, non esistono creature per così dire “buone”, mentre la battaglia tra il “bene” e il “male”, come quella combattuta nel Kurukshetra, e raccontata nel Mahabharata, che contrappose i Pandava (il bene) e i Kaurava (il male), si svolge all’interno di ogni singola personalità.
Tuttavia, l’essere di cui si parla, la persona, seppur divina, seppur originata dalla Sorgente che tutto è, alla fine non è altro che solo una marionetta.
Forse, solo forse, potrà alla fine solo decidere chi muoverà i suoi fili, se Energia di Luce/Amore, o Energia di oscurità e paura.
Ma è davvero dotata di questo libero arbitrio, considerato tutto ciò che la circonda?
L’universo è pieno di energie di ogni tipo e genere. E tutte hanno interesse ad amministrare ciò che ritengono le loro superfici.
Ad esempio, chi governava i Pandava? Quello che sappiamo è che sono stati guidati per qualche tempo dall’Avatar Krishna.
E chi gestiva i Kaurava, che annoveravano tra le loro fila grandi maestri e invincibili guerrieri, sostanzialmente le migliori menti del tempo, capaci di grandi sacrifici e gesta fuori dal comune, ma che alla fine si persero tutti, annegando, come si dice, in un bicchiere d’acqua?
Accade spesso in effetti. Si è abili, competenti, esperti in tante cose, arti, mestieri, erudizione, eppure, consumati nelle piccole cose, invidie, gelosie, rabbia, acredine, e niente gratitudine, o generosità, o gentilezza e amabilità.
Si riesce a pensare solo a se stessi, e non solo non si vedono gli altri, ma, spesso, si prova addirittura un qualche sadico piacere nel vederli sconfitti, e rotolati a terra. Senza mai comprendere, o ponderare per un attimo, che dietro quegli esseri che stanno chiedendo una minima attenzione, si possa nascondere un dio che li sta mettendo alla prova, che sta dando loro una sempre più flebile possibilità di riscatto.
I Kaurava (e i loro alleati) erano talmente stupidi, pur con le loro ricchezze, destrezze e ingegnosità, che non solo, con l’inganno, sottrassero il regno ai Pandava, ma non vollero acconsentire a nessuna loro richiesta.
E portarono alle estreme conseguenze una serie di provocazioni nei confronti dei loro cugini, che avrebbero potuto portare alla loro completa distruzione in ogni momento, e fin da subito, se i Pandava avessero avuto la loro stessa indole.
Infatti, fu soltanto quando ogni tentativo di mediazione fallì, che i Pandava acconsentirono alla guerra che portò alla fine al completo annientamento ed estinzione del clan dei Kaurava, secondo le leggi del karma e del dharma.
Anche oggi, su questo piccolo spazio, un minuscolo segno dell’intero cosmo, molti sono soliti agire con la stessa stoltezza. Sembra loro, che non vi sarà mai alcuna forma di giustizia, e alcuna conseguenza, qualsiasi cosa dovessero fare, qualsiasi malvagità dovessero perpetrare, qualsiasi danno, o offesa, dovessero infliggere ad una qualunque anima.
Al di là di chi ha composto quel fantastico poema che è il Mahabharata, al di là di ciò che si dice, che la storia cioè, alla fine la scrivono sempre e solo i vincitori, al di là di chi ha dettato la Bhagavad Gita agli inizi dell’epica battaglia del Kurukshetra, il senso di quei simboli inseriti e nascosti a bella vista in quelle parole, rimane ancora oggi per indicare in qualche modo una strada.
O, almeno, una delle infinite vie, tra quelle che dovrebbero riportarci a casa, a ciò che è prima di ogni cosa, senza, nel contempo, che l’esistenza in questo puntino sacro che è la Terra, si trasformi in un inferno. Namasté.. Marius L.